Circolare informativa ai clienti

ROTTAMAZIONE-QUINQUIES DEGLI ENTI LOCALI

Definizione agevolata delle cartelle relative a tributi e altre entrate locali

L’estensione della Rottamazione-quinquies alle entrate territoriali è stata introdotta dal d.l. n. 38/2026, che ha ampliato la Definizione agevolata della Legge di Bilancio 2026 ai  debiti affidati alla riscossione da Regioni ed Enti locali, tra cui Comuni, Province e Città metropolitane.

La misura consente, in presenza dei requisiti previsti dalla legge, di definire alcuni debiti pagando il capitale dovuto e le spese, senza corrispondere sanzioni, interessi e aggio.

 

La definizione riguarda i carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) nel periodo:

dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 e relativi alle entrate di un Ente locale o territoriale che abbia aderito espressamente alla misura.

Possono quindi rientrare, a seconda dell’Ente e delle entrate interessate, ad esempio:

  • IMU;
  • TARI;
  • altre entrate tributarie locali;
  • bollo auto, quando il relativo carico è riferito a una Regione aderente;
  • entrate patrimoniali degli Enti locali;
  • sanzioni amministrative e altre entrate affidate ad AdER.

Sono invece esclusi i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti.

 

La Rottamazione-quinquies non si applica automaticamente a tutti i Comuni e a tutte le entrate locali.

L’Ente creditore doveva adottare uno specifico provvedimento e comunicarlo ad Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 31 luglio 2026.

Pertanto, prima di presentare la domanda, occorre verificare che l’Ente creditore abbia aderito alla Rottamazione-quinquies.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha pubblicato l’elenco degli Enti che hanno aderito.

https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/export/.files/it/gruppo/Elenco-regioni-ed-enti-locali-rottamazione-quinquies.pdf.

La misura riguarda solo i carichi affidati ad AdeR. Restano esclusi i tributi locali gestiti in proprio (riscossione diretta) o affidati a concessionari privati: per questi la Legge di Bilancio 2026 consente agli Enti territoriali di introdurre, con proprie delibere e regolamenti, una definizione agevolata autonoma, secondo le modalità decise da ciascun Ente.

 

CASO PARTICOLARE: MULTE STRADALI

Per le sanzioni amministrative relative alle violazioni del Codice della strada, la disciplina è diversa.

In questo caso la Rottamazione-quinquies consente di eliminare:

  • gli interessi e gli altri interessi comunque denominati;
  • le somme maturate a titolo di aggio;

ma la sanzione principale rimane dovuta.

 

La domanda potrà essere presentata esclusivamente per via telematica attraverso le modalità che saranno messe a disposizione da Agenzia delle Entrate-Riscossione.

 

Scadenze

15 ottobre 2026
AdER renderà disponibili nell’area riservata i dati necessari per individuare i carichi definibili e pubblicherà le modalità di presentazione.

Dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026
Sarà possibile presentare la domanda di adesione.

15 dicembre 2026
Termine ultimo per presentare la domanda e per eventuali integrazioni o modifiche.

28 febbraio 2027
AdER comunicherà l’importo complessivamente dovuto e il piano dei pagamenti.

31 marzo 2027
Scadenza per il pagamento in unica soluzione oppure della prima rata.

Le scadenze sono state recentemente modificate dalla Legge n. 113/2026.

PAGAMENTO RATEALE

È possibile scegliere il pagamento:

  • in un’unica soluzione, entro il 31 marzo 2027;
  • oppure fino a 54 rate bimestrali.

Il pagamento rateale si sviluppa su un periodo massimo di circa 9 anni.

Le rate sono di pari importo e, per il 2027, scadono il:

31 marzo – 31 maggio – 31 luglio – 30 settembre – 30 novembre

A partire dal 2028 le scadenze saranno il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre.

Sulle rate si applicano interessi nella misura del 3% annuo, a partire dal 1° aprile 2027.

ATTENZIONE ALLA DECADENZA

La Rottamazione-quinquies richiede il rispetto delle scadenze di pagamento.

In caso di mancato o insufficiente pagamento, la definizione può diventare inefficace. In particolare, la legge prevede la decadenza in caso di mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, oppure dell’ultima rata del piano.

In caso di decadenza, gli importi già versati vengono considerati come semplici acconti sul debito originario e possono riprendere le procedure di riscossione.

 

 

 

Circolare di studio

CONCORDATO PREVENTIVO BIENNALE 2026-2027

Requisiti, vantaggi, cause di esclusione e decadenza

Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) consente a imprese e professionisti soggetti agli ISA di accettare una proposta dell’Agenzia delle Entrate relativa al reddito d’impresa o di lavoro autonomo e al valore della produzione netta ai fini IRAP per i periodi d’imposta 2026 e 2027.

L’adesione consente di conoscere preventivamente la base imponibile da dichiarare per il biennio, beneficiando inoltre di specifiche agevolazioni fiscali e di un regime premiale.

Per il biennio 2026-2027 sono previste regole particolarmente favorevoli per i contribuenti che rinnovano il CPB dopo avere aderito al precedente biennio 2024-2025.

Possono accedere al CPB 2026-2027 i soggetti che:

  • esercitano attività d’impresa, arti o professioni;
  • applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA);
  • con riferimento al periodo d’imposta 2025, risultano soggetti agli ISA senza cause di esclusione;
  • rispettano le condizioni relative all’assenza di debiti tributari e contributivi previste dalla normativa.

 

Per il CPB 2026-2027 il periodo d’imposta di riferimento per la verifica dei requisiti e per la formulazione della proposta è il 2025.

Sono quindi interessati sia:

  1. i nuovi aderenti, che non hanno aderito al CPB 2024-2025;
  2. i contribuenti che hanno aderito al CPB 2024-2025, i quali possono rinnovare l’adesione per il nuovo biennio 2026-2027.

Non possono invece aderire al CPB 2026-2027 i contribuenti che hanno già aderito al CPB per il biennio 2025-2026, in quanto il precedente concordato è ancora in corso.

 

Per accedere al concordato, con riferimento al periodo d’imposta precedente a quello cui si riferisce la proposta, il contribuente non deve avere:

  • debiti per tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate;
  • debiti contributivi,

definitivamente accertati con sentenza irrevocabile o con atto impositivo non più soggetto a impugnazione.

È comunque possibile accedere al CPB se il contribuente ha estinto i debiti entro il termine previsto per l’adesione e il debito residuo complessivo, comprensivo di interessi e sanzioni, è inferiore a 5.000 euro.

Non rilevano, ai fini della soglia, i debiti per i quali siano stati adottati provvedimenti di sospensione o di rateazione, fino alla eventuale decadenza dai relativi benefici.

 

L’adesione al concordato produce innanzitutto un effetto di stabilità fiscale.

Per gli anni 2026 e 2027, il contribuente si impegna a dichiarare il reddito e il valore della produzione netta concordati.

Eventuali redditi effettivi superiori a quelli concordati, in linea generale, non comportano un aumento delle imposte sui redditi e dell’IRAP.

Allo stesso modo, eventuali redditi effettivi inferiori non consentono, in linea generale, di ridurre la base imponibile concordata.

L’IVA continua invece ad essere applicata secondo le regole ordinarie.

 

Uno dei principali vantaggi economici consiste nella possibilità di applicare un’imposta sostitutiva sulla parte di reddito concordato che eccede il reddito di riferimento del periodo precedente, al netto delle componenti straordinarie (positive e negative) previste dalla normativa.

Per il biennio 2026-2027 le aliquote sono:

Punteggio ISA 2025 Imposta sostitutiva
da 8 a 10 10%
da 6 a 7,99 12%
inferiore a 6 15%

Le aliquote agevolate si applicano fino a un incremento di reddito massimo di 85.000 euro.

Sulla parte eccedente gli 85.000 euro si applicano le aliquote ordinarie previste per il contribuente: in particolare 43% per i soggetti IRPEF e 24% per i soggetti IRES.

Questa limitazione non si applica ai contribuenti che hanno aderito al CPB 2024-2025.

L’adesione al CPB consente di beneficiare di:

  1. Compensazione dei crediti senza visto

È possibile compensare i crediti senza apposizione del visto di conformità fino a:

  • 70.000 euro annui per i crediti IVA;
  • 50.000 euro annui per i crediti relativi alle imposte dirette e all’IRAP.
  1. Rimborsi IVA

È possibile ottenere il rimborso del credito IVA senza visto di conformità o garanzia fino a 70.000 euro annui.

  1. Società non operative

È prevista l’esclusione dall’applicazione della disciplina delle società non operative.

  1. Limitazione degli accertamenti presuntivi

Sono esclusi gli accertamenti basati sulle presunzioni semplici, nei limiti e alle condizioni previste dalla normativa.

  1. Riduzione dei termini di accertamento

Per gli aderenti è prevista un’anticipazione di almeno un anno, con modalità collegate al livello di affidabilità fiscale, dei termini di decadenza per gli accertamenti relativi alle imposte sui redditi e all’IVA.

  1. Redditometro

È prevista l’esclusione dalla determinazione sintetica del reddito complessivo, a condizione che il reddito complessivo accertabile non ecceda di oltre due terzi il reddito dichiarato.

 

I VANTAGGI AGGIUNTIVI PER CHI RINNOVA IL CPB 2024-2025

Il D.Lgs. n. 148/2026 ha introdotto un regime premiale specificamente destinato ai contribuenti che, dopo avere aderito al CPB 2024-2025, rinnovano l’adesione per il biennio 2026-2027.

I benefici aggiuntivi sono particolarmente rilevanti.

-compensazioni senza visto: soglie più elevate

Per chi rinnova:

  • crediti IVA: fino a 100.000 euro annui;
  • crediti relativi a imposte dirette e IRAP: fino a 70.000 euro annui.

rimborsi iva senza visto o garanzia

La soglia sale a 100.000 euro annui.

-accertamenti: anticipo di due anni

Per chi rinnova il CPB, l’anticipazione dei termini di decadenza per l’attività di accertamento sale a due anni, sia per le imposte sui redditi sia ai fini IVA.

Si tratta di un beneficio più ampio rispetto a quello ordinario riconosciuto ai nuovi aderenti.

-pagamento rateale delle imposte senza interessi

Per il biennio 2026-2027, in caso di rinnovo, non sono dovuti gli interessi sui versamenti rateali delle imposte relative alle annualità concordate.

Il beneficio riguarda le imposte e non i contributi previdenziali.

-niente maggiorazione degli acconti

Per chi rinnova il CPB 2024-2025, non si applicano le maggiorazioni degli acconti che erano state previste per il primo anno di adesione.

In particolare, non si applicano le maggiorazioni del:

  • 10% per le imposte sui redditi;
  • 3% per l’IRAP,

previste in caso di determinazione degli acconti con il metodo storico.

 

IL RAVVEDIMENTO SPECIALE 2020-2023 PER CHI RINNOVA

Una delle novità più importanti del CPB 2026-2027 riguarda esclusivamente coloro che rinnovano il concordato dopo avere aderito al CPB 2024-2025.

Questi contribuenti possono accedere a un particolare regime di ravvedimento per le annualità dal 2020 al 2023.

La misura consente, mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva, di ottenere una significativa limitazione dei poteri di accertamento dell’Amministrazione finanziaria sulle annualità oggetto di ravvedimento.

L’imposta sostitutiva viene determinata in funzione del punteggio ISA conseguito nei singoli anni.

Per gli anni 2022 e 2023 le aliquote sulle imposte sui redditi sono:

  • 10% con ISA almeno pari a 8;
  • 12% con ISA almeno pari a 6 e inferiore a 8;
  • 15% con ISA inferiore a 6.

Per l’IRAP è prevista l’aliquota del 3,9%.

Per gli anni 2020 e 2021 è prevista una riduzione del 30% delle imposte sostitutive, in considerazione dell’emergenza Covid.

Il pagamento può essere effettuato in unica soluzione oppure, alle condizioni previste dalla legge, in un massimo di 10 rate mensili.

Il ravvedimento speciale è una facoltà ulteriore e deve essere valutato separatamente rispetto alla convenienza del rinnovo del CPB.

 

PRINCIPALI CAUSE DI ESCLUSIONE

Non è possibile aderire al CPB 2026-2027 quando ricorre una delle condizioni previste dalla legge.

Tra le principali:

  1. Mancata presentazione della dichiarazione dei redditi

Mancata presentazione della dichiarazione dei redditi, pur in presenza dell’obbligo, per almeno uno dei tre periodi d’imposta precedenti a quelli oggetto del concordato.

  1. Condanne per determinati reati

Condanna, anche a seguito di applicazione della pena su richiesta delle parti, per determinati reati tributari, societari e di riciclaggio commessi nei tre periodi d’imposta precedenti.

  1. Redditi esenti o esclusi superiori al 40%

Nel periodo d’imposta precedente, conseguimento di redditi o quote di reddito, comunque denominati, esenti, esclusi o non concorrenti alla base imponibile in misura superiore al 40% del reddito derivante dall’attività d’impresa o professionale.

  1. Regime forfetario

Adesione, durante il primo periodo d’imposta oggetto del concordato, al regime forfetario.

I contribuenti forfetari, infatti, non possono più accedere al CPB dal 2025.

  1. Operazioni straordinarie

Per il primo periodo d’imposta oggetto del concordato, effettuazione di:

  • fusione;
  • scissione;
  • conferimento d’azienda o di ramo d’azienda,

nei casi previsti dalla disciplina.

  1. Modifica della compagine sociale

Per le società di persone e le associazioni professionali, costituisce causa di esclusione l’aumento del numero dei soci o associati, salvo le specifiche eccezioni previste dalla legge.

Per chi rinnova il CPB 2024-2025 è prevista, in particolare, un’eccezione per l’ingresso di soci o associati che nell’anno precedente abbiano percepito redditi di lavoro dipendente/assimilati oppure abbiano conseguito redditi d’impresa o di lavoro autonomo complessivamente non superiori a 35.000 euro.

  1. Precedente CPB ancora in corso

Non può aderire al CPB 2026-2027 chi ha già aderito al CPB relativo al biennio 2025-2026.

 

Se il contribuente non possiede i requisiti di accesso oppure aderisce nonostante una causa di esclusione, l’adesione è considerata priva di effetti.

È quindi importante verificare i requisiti prima dell’adesione.

La decadenza, invece, riguarda principalmente comportamenti o violazioni che si verificano o vengono accertati dopo l’adesione.

 

PRINCIPALI CAUSE DI DECADENZA

La decadenza dal CPB comporta, in linea generale, la perdita degli effetti del concordato per entrambi gli anni del biennio.

  1. Attività non dichiarate o passività inesistenti/indeducibili

A seguito di accertamento, nei periodi d’imposta oggetto del concordato o in quello precedente, risultano:

  • attività non dichiarate;
  • passività inesistenti o indeducibili;

per un importo superiore al 30% dei ricavi o compensi dichiarati.

  1. Errori nei dati utilizzati per la proposta

A seguito di accertamento relativo al periodo d’imposta precedente al biennio concordato, risultano errori od omissioni nei dati comunicati ai fini della proposta tali che, sulla base dei dati corretti:

il reddito o il valore della produzione netta risulta superiore di almeno il 30% rispetto a quello concordato.

  1. Violazioni di non lieve entità

Costituiscono causa di decadenza, tra le altre:

  • violazioni che integrano determinati reati tributari;
  • comunicazione inesatta o incompleta dei dati ISA tale da determinare un minor reddito o valore della produzione concordato superiore al 30%;
  • omessa dichiarazione dei redditi, IVA o sostituti d’imposta negli anni oggetto del concordato;
  • almeno tre violazioni, commesse in giorni diversi, relative alla memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi;
  • mancata esibizione di documenti e registri contabili in sede di controllo;
  • altre specifiche violazioni individuate dalla normativa come di non lieve entità.
  1. Mancato pagamento delle somme dovute

La decadenza può verificarsi anche in caso di mancato pagamento delle somme dovute in base al concordato, qualora il contribuente non regolarizzi integralmente la propria posizione entro il termine previsto dalla legge.

La normativa consente, in questa fattispecie, di evitare la decadenza mediante il pagamento integrale entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione di irregolarità prevista per i controlli automatizzati.

UNA NOVITÀ IMPORTANTE: LE DICHIARAZIONI INTEGRATIVE

Per il CPB 2026-2027 è stata introdotta una disciplina più favorevole rispetto al passato.

La presentazione di una dichiarazione integrativa per correggere errori od omissioni relativi ai ricavi, compensi o altri dati utilizzati per la proposta non determina automaticamente la decadenza dal concordato.

Il reddito e il valore della produzione concordati possono essere rideterminati sulla base dei dati corretti.

Le eventuali sanzioni possono essere regolarizzate mediante ravvedimento operoso.

 

In data 30/6/2026 il MEF ha emesso il comunicato stampa n. 77 con il quale comunica che la procedura in corso presso la comunità Europea per la proroga del meccanismo dello split payment si concluderà entro il 10/7/2026. Nelle more , il MEF evidenzia come i soggetti interessati dovranno continuare ad emettere le fatture in base al predetto regime sin dal 1/7/2026. Il predetto regime troverà applicazione fino al 30/6/2029.

 

 

Split payment: continuità applicativa dopo il 30 giugno 2026

La proposta della Commissione europea per il rinnovo dell’autorizzazione all’applicazione dello
split payment (scissione dei pagamenti) dell’IVA oltre il 30 giugno 2026 è attualmente all’esame del
Consiglio Ue, con conclusione prevista il 10 luglio. Poiché l’autorizzazione produce effetti dal 1°
luglio 2026, i soggetti interessati possono continuare ad applicare il meccanismo dello split payment
senza soluzione di continuità anche dopo il 30 giugno 2026.
La misura è destinata a trovare applicazione fino al 30 giugno 2029 nei confronti dei medesimi
soggetti già interessati.

 

Roma, 30 giugno 2026

 

CIRCOLARE INFORMATIVA AI CLIENTI

Credito d’imposta ZES Unica 2026 e iperammortamento 4.0– Requisiti, finalità degli investimenti e termini di presentazione delle domande

 

Gentile Cliente,

la Legge di Bilancio ha confermato anche per il 2026 il credito d’imposta ZES Unica, un’agevolazione fiscale destinata alle imprese che effettuano investimenti produttivi nelle regioni del Mezzogiorno.

Di seguito si riepilogano i principali requisiti e le scadenze operative.

 

  1. Soggetti beneficiari

Possono accedere al credito d’imposta le imprese di qualsiasi dimensione che effettuano investimenti in strutture produttive ubicate nelle regioni della ZES Unica del Mezzogiorno.

Sono esclusi alcuni settori specifici (tra cui siderurgia, carbone, trasporti, energia e settore finanziario).

 

  1. Investimenti agevolabili

L’agevolazione riguarda gli investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nella ZES, con un minimo di 200.000,00, tra cui:

  • macchinari, impianti e attrezzature
  • terreni
  • acquisizione, realizzazione o ampliamento di immobili strumentali all’attività.

Il valore complessivo dei terreni e dei fabbricati non può superare il 50% del valore totale dell’investimento agevolabile in ciascun progetto.

Gli investimenti devono essere effettuati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026.

 

 

  1. Finalità del progetto di investimento iniziale

Gli investimenti devono configurare un progetto di investimento iniziale, coerente con la disciplina europea sugli aiuti di Stato, e devono essere finalizzati ad almeno una delle seguenti finalità:

  • creazione di un nuovo stabilimento produttivo
  • ampliamento della capacità produttiva di uno stabilimento esistente
  • diversificazione della produzione mediante nuovi prodotti o servizi
  • cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente

Gli investimenti devono essere destinati a strutture produttive già esistenti oppure di nuova realizzazione nel territorio della ZES.

 

  1. Procedura e scadenze

Per accedere all’agevolazione è necessario presentare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate con l’indicazione degli investimenti effettuati o programmati.

In particolare, la Comunicazione preventiva andrà trasmessa dal 31 marzo 2026 al 30 maggio 2026 indicando gli investimenti già sostenuti dal 1° gennaio 2026 e quelli che si prevede di sostenere entro il 31 dicembre 2026.

 

  1. Intensità teorica del credito d’imposta

La percentuale teorica del credito d’imposta varia in funzione della dimensione dell’impresa e della regione in cui è effettuato l’investimento, secondo la normativa sugli aiuti di Stato per le aree svantaggiate.

Schema indicativo delle percentuali massime teoriche:

Regione Piccole imprese Medie imprese Grandi imprese
Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia 60% 50% 40%
Sardegna, Molise, Abruzzo 50% 40% 30%

Le percentuali sopra indicate rappresentano l’intensità massima teorica dell’aiuto.

L’ammontare effettivamente fruibile potrà essere ridotto proporzionalmente dall’Agenzia delle Entrate in base alle risorse disponibili e al totale delle richieste presentate.

 

  1. Investimenti “Industria 4.0” – Iperammortamento (nuova disciplina dal 2026)

A partire dal 2026 la disciplina degli investimenti Industria 4.0 è stata modificata: per i beni materiali tecnologicamente avanzati non è più previsto il credito d’imposta, ma il ritorno al meccanismo dell’iperammortamento.

L’iperammortamento consiste in una maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile del bene.

Requisiti dei beni 4.0

I beni devono essere beni materiali strumentali nuovi ad elevato contenuto tecnologico, individuati nei nuovi allegati tecnici della normativa Industria 4.0 (Allegati IV e V alla L.199/2025) e possedere i 5+2 requisiti previsti dalla normativa.

Elemento essenziale è la interconnessione del bene ai sistemi informativi aziendali, che deve risultare effettiva e documentabile.

Documentazione richiesta

Per poter applicare l’iperammortamento è necessario disporre di:

  • perizia tecnica asseverata rilasciata da ingegnere o perito industriale iscritto all’albo (obbligatoria per investimenti superiori a 300.000 euro)
  • oppure dichiarazione del legale rappresentante per beni di importo inferiore.

Percentuali maggiorazione dell’iperammortamento

Schema percentuali iperammortamento 4.0 (Legge 199/2025)

Fascia di investimento Maggiorazione fiscale Valore fiscale ammortizzabile
Fino a 2,5 milioni € +180% ammortamento su 280% del costo
Oltre 2,5 e fino a 10 milioni € +100% ammortamento su 200% del costo
Oltre 10 e fino a 20 milioni € +50% ammortamento su 150% del costo
Oltre 20 milioni € nessuna maggiorazione ammortamento ordinario

 

Produzione dei beni

I beni devono essere prodotti all’interno dell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo (requisito in corso di rettifica).

Fatture e Dicitura

Non è ancora stato chiarito se obbligatoria, ma si consiglia di far inserire nelle fatture d’acquisto la dicitura: “Bene agevolabile ai sensi dell’art. 1, commi 427-433, Legge 30 dicembre 2025 n. 199”.

Procedura di richiesta tramite GSE

Per l’accesso all’iperammortamento è prevista una procedura di registrazione e monitoraggio tramite il portale del Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

Saranno necessarie 3 trasmissioni di cui una preventiva una al versamento del 20% dell’acconto  e  una a investimento realizzato.

Cumulabilità con ZES

Gli investimenti in beni 4.0 possono risultare cumulabili con il credito d’imposta ZES, nel rispetto dei limiti massimi di intensità di aiuto previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato.

 

  1. Invito alla pianificazione degli investimenti

Le imprese interessate a realizzare investimenti nel corso del 2026 sono invitate a contattare lo Studio quanto prima al fine di:

  • verificare la sussistenza dei requisiti
  • programmare correttamente il progetto di investimento
  • predisporre la comunicazione da inviare all’Agenzia delle Entrate entro i termini previsti.

Lo Studio resta a disposizione per ogni ulteriore chiarimento e per l’assistenza nella predisposizione della domanda.

 

Cordiali saluti
Lo Studio

 

CIRCOLARE INFORMATIVA AI CLIENTI

Agevolazioni ZES 2026: Autorizzazione Unica e credito di imposta

  1. Introduzione

Nel contesto delle politiche di sviluppo economico e di attrazione degli investimenti nel Mezzogiorno, il legislatore ha istituito e progressivamente rafforzato il regime delle Zone Economiche Speciali (ZES). Le ZES rappresentano un’opportunità strategica per le imprese che intendono localizzare o ampliare investimenti produttivi in specifiche aree del territorio nazionale attraverso benefici fiscali e amministrativi.

 

  1. Ambito territoriale ZES Unica

Dal 1° gennaio 2024 è operativa la ZES Unica che comprende:

  • Le regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna)
  • A partire dal 20 novembre 2025, anche Marche e Umbria sono incluse nel perimetro incentivante.

Questa estensione amplia significativamente l’area geografica in cui le imprese possono beneficiare degli incentivi ZES.

 

  1. Semplificazione Amministrativa ‒ Autorizzazione Unica

Per favorire la realizzazione e l’avvio degli investimenti nella ZES, è predisposto un procedimento speciale di autorizzazione unica gestito tramite:

  • Sportello Unico Digitale ZES (S.U.D. ZES)
  • Autorità competente: Struttura di missione ZES presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ora integrata nel Dipartimento per il Sud.

L’Autorizzazione Unica ZES è una procedura amministrativa speciale e accelerata che consente all’impresa di ottenere, con un solo provvedimento, tutti i titoli abilitativi necessari per realizzare un investimento all’interno della ZES.

Non è un incentivo fiscale, ma una semplificazione amministrativa strategica, spesso decisiva quanto se non più del credito d’imposta.

3.1 Quando si applica

L’Autorizzazione Unica è richiesta quando l’impresa intende:

  • realizzare nuovi insediamenti produttivi
  • ampliare o riconvertire stabilimenti esistenti
  • realizzare opere edilizie o impiantistiche rilevanti
  • avviare investimenti che richiedono più autorizzazioni (urbanistiche, ambientali, paesaggistiche, ecc.)

Il provvedimento unico sostituisce e assorbe, ove necessarie:

  • permesso di costruire
  • SCIA / CILA
  • autorizzazioni paesaggistiche
  • autorizzazioni ambientali (AUA, emissioni, scarichi)
  • nulla osta ASL / VV.F.
  • pareri di enti locali e sovracomunali

Questo elemento rappresenta un vantaggio competitivo rispetto ai processi standard, spesso più lunghi e frammentati.

3.2 Come funziona, passo per passo

  • Presentazione dell’istanza

L’impresa (di solito tramite tecnico e consulente) presenta:

  • progetto dell’investimento
  • relazione tecnica ed economica
  • cronoprogramma
  • documentazione urbanistica/ambientale
  • dichiarazione di localizzazione in area ZES
  • Istruttoria coordinata

La Struttura ZES:

  • acquisisce tutti i pareri necessari
  • convoca, se serve, una Conferenza di Servizi
  • gestisce eventuali richieste di integrazione
  • Tempi ridotti

I termini sono significativamente più brevi rispetto alle procedure ordinarie.

Il procedimento di Autorizzazione Unica ZES deve infatti concludersi entro 45 giorni dalla presentazione di un’istanza completa (60 giorni in caso di integrazioni Tecniche alla pratica, fino ad un massimo di 90 giorni nei progetti piu’ complessi).

 

  1. Credito d’Imposta per Investimenti nella ZES Unica

4.1 Estensione Temporale e Risorse

La Legge di Bilancio 2026 ha esteso l’agevolazione del credito d’imposta ZES Unica per gli investimenti realizzati:

Dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028, con stanziamenti complessivi per:

  • € 2,3 miliardi per il 2026
  • € 1 miliardo per il 2027
  • € 750 milioni per il 2028

Questa proroga mantiene l’incentivo pienamente operativo anche nei prossimi anni, offrendo certezza temporale alle imprese.

4.2 Soggetti Beneficiari

Possono accedere al credito d’imposta:

  • Tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica o regime contabile, già operative o che si insediano nella ZES Unica
  • Imprese localizzate nelle zone assistite delle regioni incluse nel perimetro ZES

Esclusioni settoriali:
Settori non ammessi includono, ad esempio:

  • Industria siderurgica e carbonifera
  • Trasporti (escluso magazzinaggio/supporto)
  • Energia e infrastrutture energetiche
  • Settore finanziario/assicurativo

4.3 Investimenti Ammissibili

Gli investimenti agevolabili (da un minimo di 200.000,00 ad un massimo di 10.000.000,00) comprendono:

Beni strumentali nuovi:

  • Macchinari
  • Impianti
  • Attrezzature varie

Terreni e immobili strumentali ai fini dell’attività produttiva, nonché investimenti per la realizzazione o l’ampliamento di suddetti immobili.

Acquisto tramite locazione finanziaria (leasing).

Sono agevolabili gli investimenti, facenti parte di un progetto di investimento iniziale come definito all’articolo 2, punti 49, 50 e 51, del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014 tale da essere funzionale a:

  • Creazione di un nuovo stabilimento;
  • ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente;
  • diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti o servizi non fabbricati o forniti precedentemente in detto stabili mento;
  • un cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo del prodotto o dei prodotti interessati dall’investimento nello stabilimento

Nota importante:
Il valore complessivo dei terreni e dei fabbricati non può superare il 50% del valore totale dell’investimento agevolabile in ciascun progetto.

 

4.4 Intensità dell’Incentivo

L’ammontare del credito d’imposta dipende da vari parametri:

  • Regione/area geografica di investimento
  • Dimensione dell’impresa
  • Importo dell’investimento

In particolare, nella regione Campania le aliquote sono:

60% per PICCOLE IMPRESE;

50% per MEDIE IMPRESE;

40% per GRANDI IMPRESE.

È opportuno ricordare che l’importo del credito è funzione degli stanziamenti e verrà rideterminato in funzione del rapporto esistente fra i crediti richiesti a consuntivo e le risorse concesse. Se il rapporto dovesse essere superiore a 1 le aliquote saranno rideterminate con una specifica circolare dell’Agenzia delle Entrate.

 

  1. Procedura per fruire del credito d’imposta

La fruizione dell’agevolazione segue una procedura in più fasi:

  1. Comunicazione preventiva: indicazione delle spese sostenute e previste entro termini stabiliti (es. marzo–maggio).

Comunicazione consuntiva: trasmissione dei dati finali degli investimenti effettuati.

Il credito può poi essere utilizzato in compensazione tramite F24, nel rispetto delle regole vigenti in materia di sicurezza sul lavoro e di regolarità contributiva.

I beni oggetto dell’agevolazione devono entrare in funzione entro il secondo periodo di imposta successivo a quello d’acquisto e non devono essere dismessi o ceduti a terzi entro il quinto periodo di imposta successivo.

 

  1. Conclusioni e Raccomandazioni

Le agevolazioni ZES Unica 2026 rappresentano un’opportunità significativa per le imprese che intendono:

Localizzare nuove attività produttive

 Potenziare infrastrutture, macchinari e impianti

 Pianificare investimenti immobiliari funzionali alle attività

Con l’estensione temporale e le risorse stanziate, è consigliabile per i nostri clienti:

  • Valutare progetti di investimento strutturati che massimizzino il valore del credito d’imposta
  • Verificare la cumulabilità delle agevolazioni con altri incentivi nazionali/regionali
  • Pianificare le comunicazioni (preventive e consuntive) nei termini previsti dalla normativa

 

Cordiali saluti
Lo Studio